Impiego di una colla chirurgica in Rinoplastica (archivio congressuale ) relazione n. 7

ARCHIVIO CONGRESSUALE E SCIENTIFICO

  1. 7 —ARCHIVIO CONGRESSUALE E SCIENTIFICO

    1. 7 — Impiego di una colla chirurgica in Rinoplastica

    Dr. Carmine Martino
    IV Congresso Nazionale AICPE · Firenze · 18 marzo 2016
    Filone: Colla chirurgica / Glubran 2 — NBCA

    Tipologia: Lavoro autonomo

    Area scientifica: Rinoplastica · innesti · tecniche di assemblaggio

    Materiali primari: PowerPoint originale e abstract esteso della relazione

    Sintesi

    La relazione presenta l’impiego di una colla chirurgica nell’allestimento e nell’applicazione di innesti per la rinoplastica. Il concetto centrale documentato nel materiale congressuale è l’assemblaggio di piccoli frammenti autologhi di cartilagine e di altri materiali per ottenere innesti compositi con dimensioni, forma e funzione programmabili.

    La colla viene descritta non soltanto come mezzo di fissazione, ma come strumento di assemblaggio. La relazione distingue inoltre, pur riconoscendone la possibile sovrapposizione, fra innesti strutturali e innesti morfologici.

    Il principio dell’assemblaggio

    Nel materiale del 2016 sono descritti l’unione di frammenti di cartilagine settale o settale-concale, l’impiego di fascia come rivestimento e l’assemblaggio di residui osteocartilaginei. Il metodo viene applicato a diverse categorie di graft, tra cui spreader graft, columellar strut, septocolumellar strut, lateral crura strut graft, dorsal onlay graft e graft compositi.

    Figura 1. Slide originale della presentazione dedicata alla descrizione di Glubran 2 e al suo impiego come colla chirurgica.

    L’Innesto Unicorno

    Uno dei passaggi caratterizzanti della relazione è l’Innesto Unicorno, presentato dagli autori come una metodica sviluppata nell’ambito della loro esperienza. Nel materiale viene descritto come una struttura destinata al sostegno columellare e, attraverso la configurazione delle sue estremità, alla modifica della proiezione e della rotazione della punta. È documentata anche una variante setto-columellare per situazioni di deficit del setto anteriore e crollo della punta.

    Figura 2. Sequenza originale della presentazione: assemblaggio di componenti con Glubran 2 e unione al segmento settale orizzontale.

    Casistica e impostazione dello studio

    L’abstract documenta una casistica complessiva di 210 pazienti (134 donne e 76 uomini), di età compresa fra 16 e 50 anni, nell’ambito di un’esperienza riferita dagli autori su sette anni di utilizzo del Glubran 2. Sono riportate 130 rinoplastiche primarie e 80 secondarie, con impiego di tecniche chiuse, ibride e aperte.

    Fra gli innesti descritti, gli spreader graft sono riportati in 90 casi e il columellar strut in 147 casi. La relazione documenta inoltre dorsal onlay graft, septocolumellar strut e lateral crura strut graft, oltre a configurazioni composite.

    Figura 3. Esempio di graft composito illustrato nella presentazione originale.

    Esempio tecnico: Gull-wing Unicorn graft

    La parte finale del PowerPoint illustra una costruzione ottenuta mediante cartilagine concale ripiegata e assemblata con Glubran 2. La configurazione viene descritta come una struttura a ‘ali di gabbiano’, destinata a integrare il sostegno e la ricostruzione della punta. Questa sequenza rappresenta in modo particolarmente evidente il ruolo della colla come strumento di assemblaggio tridimensionale.

    Figura 4. Fase illustrata nella presentazione originale relativa alla configurazione dell’Innesto Unicorno/Gull-wing.

    Risultati riportati dagli autori

    Nel materiale congressuale gli autori riferiscono, per le diverse categorie di innesti, dati di follow-up relativi a tollerabilità, stabilità e funzione respiratoria. Sono inoltre riportate alcune complicanze, tra cui casi di eccessivo allargamento dorsale, ipercorrezione, flogosi, edema protratto e revisioni per spostamento dell’innesto. Tali risultati sono riferiti esclusivamente alla casistica presentata nella relazione.

    Significato del lavoro nel percorso scientifico

    La N.7 costituisce il nucleo iniziale documentato del filone ‘Colla chirurgica / Glubran 2’ nell’archivio. Il MASTER collega successivamente questo filone alle N.26 e N.34 e alla pubblicazione scientifica sul follow-up a nove anni dell’uso dell’adesivo negli innesti in rinoplastica.

    Nota documentale

    La presente è una scheda pubblica ricavata dal fascicolo archivistico N.7 e dal PowerPoint originale della relazione. Le immagini selezionate sono slide della presentazione congressuale originale. Le formulazioni tecniche e i risultati numerici sono mantenuti come contenuto storico della relazione del 2016 e non vengono presentati come indicazioni cliniche contemporanee.

    Parole chiave

    Rinoplastica; Glubran 2; NBCA; colla chirurgica; innesti; graft assembly; spreader graft; columellar strut; septocolumellar strut; dorsal graft; LCSG; Innesto Unicorno; Gull-wing graft.

    Fonte primaria

    PowerPoint originale: “167 RINOPLASTICA — Uso di una colla chirurgica in Rinoplastica”; abstract esteso: “Studio sugli innesti in Rinoplastica e vantaggi dell’uso di una colla chirurgica nel loro allestimento ed applicazione”, Carmine Martino, MD; Diletta Martino, MD.

Dr. Carmine Martino
IV Congresso Nazionale AICPE · Firenze · 18 marzo 2016
Filone: Colla chirurgica / Glubran 2 — NBCA

Tipologia: Lavoro autonomo

Area scientifica: Rinoplastica · innesti · tecniche di assemblaggio

Materiali primari: PowerPoint originale e abstract esteso della relazione

Sintesi

La relazione presenta l’impiego di una colla chirurgica nell’allestimento e nell’applicazione di innesti per la rinoplastica. Il concetto centrale documentato nel materiale congressuale è l’assemblaggio di piccoli frammenti autologhi di cartilagine e di altri materiali per ottenere innesti compositi con dimensioni, forma e funzione programmabili.

La colla viene descritta non soltanto come mezzo di fissazione, ma come strumento di assemblaggio. La relazione distingue inoltre, pur riconoscendone la possibile sovrapposizione, fra innesti strutturali e innesti morfologici.

Il principio dell’assemblaggio

Nel materiale del 2016 sono descritti l’unione di frammenti di cartilagine settale o settale-concale, l’impiego di fascia come rivestimento e l’assemblaggio di residui osteocartilaginei. Il metodo viene applicato a diverse categorie di graft, tra cui spreader graft, columellar strut, septocolumellar strut, lateral crura strut graft, dorsal onlay graft e graft compositi.

Figura 1. Slide originale della presentazione dedicata alla descrizione di Glubran 2 e al suo impiego come colla chirurgica.

L’Innesto Unicorno

Uno dei passaggi caratterizzanti della relazione è l’Innesto Unicorno, presentato dagli autori come una metodica sviluppata nell’ambito della loro esperienza. Nel materiale viene descritto come una struttura destinata al sostegno columellare e, attraverso la configurazione delle sue estremità, alla modifica della proiezione e della rotazione della punta. È documentata anche una variante setto-columellare per situazioni di deficit del setto anteriore e crollo della punta.

Figura 2. Sequenza originale della presentazione: assemblaggio di componenti con Glubran 2 e unione al segmento settale orizzontale.

Casistica e impostazione dello studio

L’abstract documenta una casistica complessiva di 210 pazienti (134 donne e 76 uomini), di età compresa fra 16 e 50 anni, nell’ambito di un’esperienza riferita dagli autori su sette anni di utilizzo del Glubran 2. Sono riportate 130 rinoplastiche primarie e 80 secondarie, con impiego di tecniche chiuse, ibride e aperte.

Fra gli innesti descritti, gli spreader graft sono riportati in 90 casi e il columellar strut in 147 casi. La relazione documenta inoltre dorsal onlay graft, septocolumellar strut e lateral crura strut graft, oltre a configurazioni composite.

Figura 3. Esempio di graft composito illustrato nella presentazione originale.

Esempio tecnico: Gull-wing Unicorn graft

La parte finale del PowerPoint illustra una costruzione ottenuta mediante cartilagine concale ripiegata e assemblata con Glubran 2. La configurazione viene descritta come una struttura a ‘ali di gabbiano’, destinata a integrare il sostegno e la ricostruzione della punta. Questa sequenza rappresenta in modo particolarmente evidente il ruolo della colla come strumento di assemblaggio tridimensionale.

Figura 4. Fase illustrata nella presentazione originale relativa alla configurazione dell’Innesto Unicorno/Gull-wing.

Risultati riportati dagli autori

Nel materiale congressuale gli autori riferiscono, per le diverse categorie di innesti, dati di follow-up relativi a tollerabilità, stabilità e funzione respiratoria. Sono inoltre riportate alcune complicanze, tra cui casi di eccessivo allargamento dorsale, ipercorrezione, flogosi, edema protratto e revisioni per spostamento dell’innesto. Tali risultati sono riferiti esclusivamente alla casistica presentata nella relazione.

Significato del lavoro nel percorso scientifico

La N.7 costituisce il nucleo iniziale documentato del filone ‘Colla chirurgica / Glubran 2’ nell’archivio. Il MASTER collega successivamente questo filone alle N.26 e N.34 e alla pubblicazione scientifica sul follow-up a nove anni dell’uso dell’adesivo negli innesti in rinoplastica.

Nota documentale

La presente è una scheda pubblica ricavata dal fascicolo archivistico N.7 e dal PowerPoint originale della relazione. Le immagini selezionate sono slide della presentazione congressuale originale. Le formulazioni tecniche e i risultati numerici sono mantenuti come contenuto storico della relazione del 2016 e non vengono presentati come indicazioni cliniche contemporanee.

Parole chiave

Rinoplastica; Glubran 2; NBCA; colla chirurgica; innesti; graft assembly; spreader graft; columellar strut; septocolumellar strut; dorsal graft; LCSG; Innesto Unicorno; Gull-wing graft.

Fonte primaria

PowerPoint originale: “167 RINOPLASTICA — Uso di una colla chirurgica in Rinoplastica”; abstract esteso: “Studio sugli innesti in Rinoplastica e vantaggi dell’uso di una colla chirurgica nel loro allestimento ed applicazione”, Carmine Martino, MD; Diletta Martino, MD.